Phur-pa
(pugnale rituale)
Tibet,
XIX secolo
Il phur-pa
(Kila) è un pugnale con lama a tre tagli usato nei rituali esorcistici
per configgere al suolo, nella forma di demoni, gli impedimenti che si
oppongono all'evocazione delle divinità nella pratica dei tantra.
La sua triplice lama riproduce la punta della freccia a tre tagli comune
nell'armamentario asiatico, ma assume diverse valenze simboliche riferibili
ai "tre mezzi sulla via della liberazione" (corpo, parola e mente), ai
"Tre tipi di conoscenza valida" (percezione diretta, inferenza implicita,
autorità delle scritture), alle "tre radici" (guru, yi-dam e dakini).
La sezione superiore del phur-pa è rappresentata dalla testa di
divinità terrifiche, generalmente quella di Hayagriva (l'aspetto
furioso di Avalokitesvara) o quella di Vajrakila (il phur-pa personificato,
generato dall'ira di tutti i Buddha contro l'assalto portato da Rudra-Siva
ai tre mondi della cosmologia buddhista).
La prima
applicazione del phur-pa in ambito buddhista va ricondotta alla costruzione
della cerchia di protezione intorno ai mandala tracciati al suolo nei riti
di iniziazione. La sua natura di strumento magico e apotropaico si conserva
nel suo impiego per trafiggere il Linga nei riti di "liberazione" e nelle
danze rituali (chams), ma con l'avvento degli anuttaratantra l'uccisione
del linga divenne l'espressione visibile del processo di rimozione degli
impedimenti e ostacoli incontrati dal praticante sulla via all'Illuminazione.
La diffusione
del phur-pa in Tibet va specialmente associata alla tradizione rNin-ma-pa
e la sua popolarità resta legata alla figura di Padmasambhava che
lo reca alla cintola nella forma di Guru Rin-po-che e lo brandisce minacciosamente
nella forma irata di rDo-rje-gro-lod. Nella forma terrifica assunta da
Padmasambhava come Guru-drag-po, il suo stesso corpo termina inferiormente
nella triplice lama del phur-pa.
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