Descrizione

Campana Tibetana vecchia con all’esterno gli 8 simboli di buon auspicio e all’interno doppio Dorje

Peso: 1.500 gr circa
Dimensioni: diametro 24 cm, altezza 10 cm

Nota: DO

Frequenza: 132 Hz

Materiale: lega 7 metalli

Provenienza: Nepal / Tibet

Epoca: fine ‘900

Nel prezzo è incluso l’apposito bastoncino in legno rivestito in parte di velluto

Gli 8 simboli di Buon Auspicio

Gli Otto Simboli di Buon Auspicio, chiamati anche Otto Preziosi Simboli, costituiscono uno dei più antichi e conosciuti gruppi di simboli della cultura tibetana. Sono presenti già a partire dai testi canonici del Buddhismo Indiano, cioè nei testi redatti in pali e in sanscrito. Si tratta di oggetti, animali o piante che servivano da oggetti rituali o che comunque venivano identificati come segni di prestigio. Da sempre utilizzati nelle cerimonie tradizionali e nelle occasioni speciali, hanno assunto nel corso dei secoli un’importanza sempre maggiore.

Dorje (o Vajra)

Il Dorje, o Vajra, può essere considerato il più importante oggetto di culto del Buddismo Tibetano. Viene spesso utilizzato durante i riti di meditazione come simbolo dell’unione tra la Verità Relativa (rappresentata dalle esperienze della vita quotidiana) e la Verità Assoluta (uno stato dell’essere che si vive in unità con la natura e con tutto ciò che ci circonda). Durante i rituali simboleggia anche il principio maschile e viene tenuto nella mano destra, mentre la campana, che rappresenta il principio femminile, viene tenuta nella sinistra.

Ogni parte della struttura del Dorje ha un suo preciso significato, in particolare le due estremità sferiche, che oltre a rappresentare “sunyata”, la primordiale struttura dell’universo, simboleggiano le due parti in cui è suddiviso il cervello.

La doppia fisionomia del Dorje ricorda anche due Fiori di Loto – uno dei sacri simboli del Buddhismo – che, unendosi rappresentano l’unione dei due mondi: quello fenomenico (samsara) e quello tangibile (nirvana), mentre le parti che simboleggiano i petali rimandano ai quattro “bodhisattva” e alle loro consorti.

I tre cerchi centrali, che fungono da punto d’unione per le due parti estreme del Dorje rappresentano invece la beautitudine che il Buddha raggiunge spontaneamente, senza sforzo.

Alle estremità dei due “Fiori di Loto” vi sono tre cerchi, simbolo delle sei vie che conducono alla perfezione: pazienza, generosità, disciplina, impegno, meditazione e saggezza.

L’importante messaggio di sacralità e purezza, indicato dal Dorje, raddoppia la sua potenza nei casi in cui esso venga rappresentato doppio. Il doppio Dorje, conosciuto come “Vishvavajra” ed utilizzato anche come sigillo a chiusura o firma di importanti documenti, viene spesso posto alla base di statue raffiguranti le principali divinità tibetane ed indiane e, se indossato serve da monito per rammentare l’assoluta indistruttibilità della Conoscenza.

Queste campane risalgono circa alla fine del ‘900, ognuna di queste ha un suono unico e particolare dovuto alla fusione eseguita singolarmente con piccoli crogioli. I 7 metalli non venivano amalgamati in maniera omogenea e questa lavorazione artigianale forniva al prodotto finale caratteristiche speciali, questa tecnica è andata ormai persa. Il decoro, eseguito in periodo successivo, è stato realizzato nel seguente modo: la campana veniva ricoperta di cera, una volta eseguita l’incisione sulla cera stessa, alla campana veniva fatto un breve bagno in acido in modo da rendere il decoro in rilievo e lasciare assolutamente inalterate le caratteristiche musicali della campana.